Volti sorridenti, incuriositi, attenti; alcuni ancora un po’ “preoccupati” per ciò che li aspetta. Sono le immagini del primo giorno di scuola a scorrere sulla LIM, davanti agli occhi dei genitori riuniti in Aula Magna nel pomeriggio di venerdì 11 settembre 2026. Guardano i loro figli, protagonisti di un nuovo inizio, con il carico di domande, attese e aspettative che lo accompagna. Sullo schermo compaiono poi i docenti, una squadra di “supereroi”, investiti della responsabilità – e del privilegio – di accompagnare i ragazzi non solo nel percorso scolastico, ma in una vera e propria avventura di vita.
D’altronde, al suo ennesimo inizio, la Preside ha voluto ribadire proprio questo: la scuola non è la sede di una semplice trasmissione di contenuti, ma un luogo di crescita, di scoperta e di incontro con il desiderio che ciascun ragazzo porta nel cuore. Un desiderio che, durante un’attività proposta da un docente nelle classi nei primi giorni di scuola, ha trovato formulazione nelle parole di uno studente: «Chiedo di essere felice».
Parole solo apparentemente semplici, che conferiscono in realtà un significato ancora più profondo al lavoro educativo. Perché dietro ogni ragazzo che cresce c’è una persona da accompagnare nella scoperta di sé e del mondo; ma, in questa avventura, che è insieme scolastica e umana, scuola e famiglia sono chiamate a camminare insieme.
Prima i ragazzi, dunque. E poi, a pochi giorni dall’inizio delle lezioni, i loro genitori. Perché in quei volti che scorrono sulla LIM si riflettono anche le loro attese, speranze e preoccupazioni; e perché accompagnare un figlio nella scoperta di sé significa anche aiutarlo a volgere lo sguardo verso ciò che ancora non conosce, verso quell’“oltre” ancora da immaginare, da definire, da esplorare.
È proprio in questa prospettiva che si inserisce il manifesto del nuovo anno: le parole di Newton, inserite nel quadro La condizione umana del surrealista Magritte, invitano i ragazzi a guardare oltre ciò che già conoscono e a porsi domande, guidati dalla curiosità e dal desiderio di scoprire.
Ma come si accompagna questo desiderio? La scuola offre occasioni, strumenti e possibilità, a partire dalla gita di socializzazione, una preziosa occasione per stare insieme, conoscersi e scoprire sé stessi nella relazione con l’altro. Cercare e costruire relazioni significative è importante per tutti, ma fondamentale per i ragazzi che, come è stato ricordato nel corso dell’incontro, “hanno fiuto” per le relazioni significative. E allora, per aiutarli a riconoscerle, gli adulti devono “profumare”.
Per questo motivo, i genitori sono chiamati a esserci: non solo nella condivisione della responsabilità educativa, attraverso un dialogo costante con la scuola, ma anche nella partecipazione alle occasioni che vengono proposte. Tra queste, l’appuntamento di domenica 4 ottobre con la Turandot al Teatro Ponchielli di Cremona, pensato per vivere un’esperienza culturale e di condivisione, tutti insieme.
Segue poi la presentazione delle proposte e degli aspetti organizzativi, perché la forma abbia un ordine pari alla sostanza.
Perché, in fondo, quel “chiedo di essere felice” è una domanda rivolta a tutti noi.



