Vacanza studio a Novazza

― 29 Ottobre 2026

Dopo la bella esperienza vissuta dai maturandi, la vacanza studio autogestita del Liceo Shakespeare è arrivata anche per i più giovani. Lunedì 5 ottobre, gli studenti delle classi prime e seconde sono partiti alla volta di Novazza, accompagnati da alcuni professori, per due giorni diversi dal solito. Obiettivo? Studiare, certo. Ma anche scoprire che farlo insieme può cambiare parecchio le cose.

Alla partenza, più che libri e quaderni, a farsi notare erano musica, giochi da tavolo e l’entusiasmo di chi pregusta una piccola avventura fuori casa. Una volta arrivati, però, è iniziata la vera sfida: due giorni dedicati allo studio, ai ripassi, ai compiti e alla preparazione delle verifiche in arrivo. Niente fughe strategiche, insomma: i libri erano lì e prima o poi toccava aprirli!

La sorpresa è stata proprio questa: ragazzi capaci di mettersi in gioco, organizzarsi e aiutarsi a vicenda. C’era chi preferiva studiare da solo, chi lavorava in coppia, chi si riuniva in piccoli gruppi e chi chiedeva una mano ai professori. Tra una versione di Giulio Cesare, un dubbio di grammatica tedesca e un’espressione matematica da decifrare, lo studio ha preso una forma diversa: meno solitario, più condiviso.

E quando la concentrazione cominciava a calare? Niente panico. Una passeggiata nel bosco fino all’antichissima chiesa di San Michele Arcangelo, piccolo gioiello con affreschi , ha offerto l’occasione per respirare, guardarsi intorno e ricaricare le energie. Perché anche una pausa, se fatta al momento giusto, aiuta a ripartire con la testa più libera.

Ma la lezione più interessante non era scritta su nessun libro. Studiare insieme non significa soltanto dividere la fatica: significa imparare a chiedere aiuto, spiegare ciò che si è capito, confrontarsi e scoprire che anche un compagno con un ritmo diverso dal nostro può diventare una risorsa. A volte, proprio chi sembra distrarci può aiutarci a vedere un problema da un’altra prospettiva.

Per gli studenti più giovani, questa esperienza è stata anche un’occasione per conoscersi meglio e prendere confidenza con le proprie abitudini: chi si distrae facilmente, chi tende a rimandare, chi lavora meglio in compagnia e chi ha bisogno di silenzio. Accorgersene è già un primo passo per diventare più autonomi e consapevoli.

E poi c’è il valore dell’autogestione. Quando si condivide un’esperienza, ciascuno è chiamato a fare la propria parte: organizzare il tempo, rispettare gli impegni e contribuire al lavoro comune. Perché un gruppo funziona davvero quando ognuno si assume le proprie responsabilità.

Due giorni soltanto, dunque, ma con qualcosa in più dei compiti fatti e delle verifiche preparate. A Novazza i ragazzi hanno sperimentato che la scuola non è fatta solo di lezioni e interrogazioni: è anche una comunità in cui si cresce insieme, imparando gli uni dagli altri.

E forse è proprio questo il risultato più bello: tornare a casa con qualche pagina studiata in più, ma anche con una maggiore fiducia in sé stessi e nei propri compagni. Perché, al Liceo Shakespeare, imparare a studiare è importante. Imparare a farlo insieme lo è ancora di più.

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