Piccole donne e uomini crescono

― 19 Luglio 2023

A giugno si sono diplomati i 16 alunni della classe quarta, il secondo ciclo di liceo quadriennale dello Shakespeare. È una fine che però rimanda a un inizio, anzi a tanti inizi. Il primo sicuramente è quello delle superiori. Rivedendo le foto dell’accoglienza di questi primini durante la cerimonia di consegna dei diplomi, docenti, genitori e alunni non sono riusciti a trattenere un sorriso: bimbetti intimoriti e curiosi sfilavano tra i compagni più grandi con una buona dose di imbarazzo, ma anche con la consapevolezza che stavano diventando grandi. E vedendoli lì, seduti sulle sedie ad aspettare gli esiti dell’Esame di Stato, a chi li ha seguiti per quattro anni si gonfiano gli occhi di commozione e di gratitudine.

Certo, il cammino non è stato sempre facile: materie ostiche, incidenti di percorso, momenti personali difficili, ma quelli che vediamo in aula magna sono donne e uomini che, in modi diversi, sono cresciuti. Così ripensi alle domande di qualcuno che desiderava sempre andare al fondo, al silenzio di lei che non interveniva mai ma che ti seguiva con gli occhi attenti, agli sbadigli di lui che spesso aveva la testa altrove, ma che quando veniva interpellato, tirava fuori tutto il guazzabuglio del suo cuore e una stupefacente profondità. Poi c’era il ribelle con gli occhi buoni, la ragazza silenziosa col cuore dolorante, quella polemica a prescindere e la svampita che ti faceva impazzire… Insomma, un’umanità variegata che con i suoi tempi è sbocciata (o sboccerà più avanti).

Stare di fronte a loro con la domanda fissa di favorire l’emergere del loro desiderio di pienezza attraverso quel particolare che è la materia che ognuno insegna è la sfida più entusiasmante. E gli studenti, che saranno anche pigri, demotivati, svogliati (come li descrivono spesso i report sulla scuola), inaspettatamente si destano: così nascono gruppetti di studio a volte al pomeriggio nei locali della scuola, a volte online fino a tarda ora per prepararsi all’interrogazione su tutto il programma; così si organizzano quattro giorni di “studio matto e disperatissimo” prima degli scritti per sostenersi nella fatica dell’esame, accompagnati dai docenti; così si organizzano viaggi all’estero per ritrovare amici conosciuti durante gli scambi estivi o il quadrimestre in un altro paese; così si diventa amici aiutandosi a stare davanti alla realtà.

Quindi complimenti, ragazzi!!! Non solo a Giovanni e Francesco per i due meritatissimi cento, ma a tutti, perché con modalità diverse non vi siete sottratti all’avventura della conoscenza. E la prima cosa da conoscere è se stessi! Ciascuno di voi ha affrontato questi giorni come coronamento di questi anni, perciò siamo orgogliosi di tutti voi, uno per uno, per i risultati che ciascuno ha raggiunto, sia quelli “misurabili” che quelli che conoscete solo voi nel vostro cuore: buon nuovo inizio, cari Veronica, Sofia, Stephanie, Francesco, Marina, Chiara, Andrea, Aurora, Giovanni, Andrea, Rachele, Alessandro, Isabel, Emanuele, Angelica e Benedetta!!

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