HOW WE MET KIERKEGAARD

― 22 Marzo 2022

Chi l’ha detto che i filosofi si trovano solo tra le pagine, polverose, dei volumi di filosofia? Tutt’altro: per chi ha le orecchie tese, e occhi curiosi, non è difficile scoprire perle preziose come il video di youtube  in cui la teoria dei tre stadi dell’esistenza, elaborata dal filosofo danese Soren Kierkegaard, è illustrata attraverso la storia dei personaggi di una famosissima serie tv, che ha tenuto incollati molti di noi per diverse stagioni: How I met your Mother (HIMYM).

Figura 1 – I personaggi di How I Met Your Mother

A partire dall’intuizione di una studentessa, che ha saputo cogliere al volo la passione dell’insegnante per le narrazioni televisive e cinematografiche, tutta la classe si è coinvolta in un’opera di “ricerca”: quanti personaggi – anche della letteratura e della storia dell’arte – si possono identificare nella narrazione kierkegaardiana?

Se il Barney di HIMYM è l’archetipo dello stadio estetico – colui che “sceglie di non scegliere”, saltando da una donna all’altra, da una soddisfazione puntuale all’altra – le medesime caratteristiche le possiamo individuare nel cantante dei Nirvana, Kurt Cobain, ma anche nel personaggio di Joey Tribbiani, della serie “Friends”, antecedente storico dei Barney, anche se con qualche limite in più.

Figura 2 – Joey Tribbiani, di Friends

L’irraggiungibilità della felicità, inseguita in numerosi viaggi ed esperienze effimere, emerge anche nelle tele – e nella vita – di Gauguin, così come nello scrittore inglese Lord Byron, e in particolare nel suo personaggio Childe Harold. Anche la letteratura spagnola conosce il suo “don Giovanni”: è Don Alvaro, dell’opera “La Regenta” di Clarin. E che dire di Lucifer, protagonista dell’omonima serie tv? Persino la personificazione – ironica – del demonio trova un freno al suo sfrenato potere di persuasione, di fronte ad una donna che non riesce a “conquistare”. Questo lo condurrà fino al salto allo stadio etico, e poi a quello religioso? Ce lo chiediamo anche di fronte a Jordan Belfort, protagonista di “The Wolf of Wallstreet”: si accorge che la sua vita “al limite”, non lo farà mai davvero felice? O Frank Gallagher, di “Shameless”: può un padre di sei figli dedicarsi al suo unico amore – l’alcool – cercando con la sua astuzia di cavarsela in ogni circostanza, senza assumersi mai alcuna responsabilità?

Figura 3 – Frank Gallagher di Shameless

O questa vita sempre in rincorsa, dietro le circostanze che si presentano di volta in volta, è solo una fuga da qualcosa che “manca”? Questa consapevolezza appartiene, ne siamo certi, a Ciro Di Marzio, della serie “Gomorra”: una vita da “immortale” ad inseguire sempre più potere, senza freno di fronte a qualsiasi ostacolo e a qualsiasi affetto. E una morte “da fesso”, come se fosse “l’ultimo degli arrivati”.

Spetta ad Alex Karev, prestante chirurgo della serie Grey’s Anatomy, chiudere la carrellata degli “esteti”: una vita in salita, la consapevolezza del dolore e del fallimento, possono portare, di fronte ad un grande amore, al “salto” verso una nuova possibilità di vita? Diventare un “buon marito” farà di lui un personaggio dello stadio “etico”?

Figura 4 – Ciro di Marzio, Gomorra

Certo, Ted di HIMYM ci ha insegnato che non è l’anello al dito il segno dell’eticità di una vita: si tratta piuttosto di affrontare la vita con responsabilità, accettando tutte le circostanze con un impegno “indefesso”, sempre nella tensione di “sistemarsi” e comportarsi “secondo le regole”. Per questo la dottoressa Bailey, sempre di “Grey’s Anatomy”, nella prima parte della sua vita incarna veramente le caratteristiche di questo stadio dell’esistenza. Lavoro, un figlio, un matrimonio che chiede tante energie: come sostenere tutta questa responsabilità? Sarà forse la fine del primo matrimonio ad aprire al “salto” verso la ricerca del “vero amore”, che non ha a che fare con la responsabilità, ma con la fiducia e l’abbandono, fino al gesto – apparentemente “irresponsabile” – di accogliere un giovane problematico nella propria famiglia?

È certo Chris Gardner, invece, che ne “La ricerca della felicità”, da padre separato alle prese con la responsabilità di crescere un figlio, che delinea i tratti di un uomo che si impegna senza sosta, affrontando a testa alta tutto ciò che la vita gli presenta. Come farà ad affrontare l’angoscia e la paura dell’insuccesso? Riuscirà a compiere il salto verso lo stadio religioso?

È stato difficile individuare un personaggio che, come Lily e Marshall in HIMYM, abbia scelto l’amore, quello “senza condizioni”, un amore che si ponga quotidianamente domande sul significato della propria vita, e che nel sacrificio di sé e nel superamento delle convenzioni sociali, scopra, finalmente, una possibilità di felicità e di pace. È questo il livello in cui il rapporto col divino si gioca nella solitudine e nell’intimità, come emerge nelle opere di Friedrich, una su tutte la Croce in montagna. Sacrificio di sé e superamento delle convinzioni sociali, nell’abbraccio ad un Amore più grande, cui dedicare tutto di sé: la testimonianza di San Francesco si avvicina a quella di Abramo.

Figura 5 – San Francesco d’Assisi

Quanti altri “personaggi” possiamo ritrovare, nella narrazione, ma anche nella vita quotidiana? E quanti nostri comportamenti, letti alla luce di una simile interpretazione, possono apparire anche a noi stessi sotto una luce diversa: più comprensibili anche a noi stessi?

È questa l’avventura della filosofia che si rinnova, dentro e fuori dall’aula, ogni giorno.

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