In occasione della Settimana Santa, il nostro liceo ha voluto offrire agli studenti un momento di riflessione che non fosse solo legato al programma didattico, ma capace di interrogare la vita personale di ciascuno. Per questo abbiamo invitato Marco, ex alunno della scuola, oggi prossimo all’ordinazione sacerdotale, che ha condiviso con i ragazzi la propria esperienza e il significato di questi giorni centrali per la tradizione cristiana.
L’incontro è stato vissuto con grande attenzione e partecipazione, come testimoniano le parole di una studentessa:
«La cosa che più mi aspetto da questa scuola è essere provocata a riflettere in ogni occasione, e la Settimana Santa doveva per forza portare con sé un momento in cui questo invito fosse evidente. Questo momento non è stato solo nelle lezioni di tutti i giorni, ma lo abbiamo vissuto tutti insieme proprio alla prima ora del primo giorno della settimana, quando abbiamo potuto ascoltare un ex alunno, che verrà tra poco ordinato sacerdote, e che ha voluto raccontarci cos’è la Settimana Santa e cosa c’entra con la nostra vita di tutti i giorni.
Penso che la scelta di invitare un ragazzo così giovane abbia aiutato a rendere l’incontro più vicino a noi e il messaggio ancora più vero. È stata un’ora in cui abbiamo potuto sentire di essere realmente partecipi di tutti gli avvenimenti cristiani che si concentrano in questa settimana e che continuano attraverso di noi. Per raccontarceli, ci ha accompagnati con un quadro della salita di Cristo al Calvario in cui sono presenti due figure, Cristo e San Pietro; ma la prima cosa che è stata sottolineata è che in quel quadro c’è un terzo personaggio a cui Cristo rivolge lo sguardo: noi.
Devo dire che mi sono persa in quello sguardo per tutto il tempo, accompagnata da parole che facevano riflettere: ho potuto sentire quel grande amore di cui ci parlava, quella presenza che diceva di aver incontrato e che tutti noi possiamo incontrare. Ci ha poi raccontato che quello che è sempre stato identificato come San Pietro potrebbe in realtà essere il Cireneo, l’uomo che ha aiutato Cristo a portare la croce, e si è soffermato su di lui.
Ci ha raccontato di come lui abbia incontrato molti “cirenei” nella sua vita e ci ha invitato a riconoscerli e ad aprirci a loro; perché il dolore esiste, ma l’esperienza cristiana insegna ad affrontarlo sapendo qual è lo scopo della nostra esistenza, anche grazie all’aiuto di un cireneo. Che fosse San Pietro o il Cireneo, mi ha colpito quello sguardo fisso su Cristo, come dovrebbe essere anche il nostro.
Mi sono ritrovata a desiderare davvero che fosse quello il mio sguardo su di Lui e ho scoperto nella scuola un aiuto che, attraverso questi momenti, mi provoca davvero e mi accompagna nel mio cammino, senza permettermi di cadere in una vita vuota, come ci è stato detto in questo incontro.»
Caterina, classe III
Esperienze come questa mostrano come la scuola possa essere non solo luogo di apprendimento, ma spazio in cui i ragazzi sono accompagnati a interrogarsi sul significato delle cose, sulle relazioni e sul proprio cammino.
È proprio in questo orizzonte che desidero rivolgermi a tutte le famiglie, lasciando a queste parole il mio augurio di Buona Pasqua.
La Preside Lorena Ghilardi



