L’occasione dell’annuale viaggio di istruzione, per tutti “la gita”, è sempre attesa con trepidazione, soprattutto al Liceo linguistico Shakespeare che permette ai propri alunni di compiere una scelta, indipendentemente dal gruppo classe, tra lo stage di una settimana e il viaggio di istruzione, entrambi rigorosamente all’estero. Le tappe di quest’anno sono state Monaco per lo stage e Praga per la gita.
Così, all’alba del 19 marzo, 37 studenti e 3 docenti si sono ritrovati all’aeroporto di Orio al Serio per iniziare la loro avventura nella Repubblica Ceca.
Praga è assolutamente una citta accogliente: il centro sembra una piccola bomboniera, con le case dai colori pastello e l’orologio astronomico che, ad ogni tocco dell’ora, attira una folla di curiosi con la testa all’insù, per scoprire le meraviglie che nasconde. Lì ci ha accolto la guida che ci ha accompagnato a conoscere i tesori del centro: l’opera d’arte con la testa girevole di Kafka alta dieci metri di David Černý, la Chiesa di San Giovanni, splendido esempio di Barocco, il Ponte Carlo, tappa immancabile, con le sue statue, in particolare quella di San Giovanni sotto cui c’è un bassorilievo in bronzo, lucido per le tante sfregate dei turisti in cerca di protezione. Sempre originali le altre opere sempre di David Černý sparse per la città, come L’uomo appeso, che ha la faccia di Freud, e rappresenta l’incertezza del nuovo millennio o il Butterfly effect, una gigantesca farfalla il cui corpo è costituito da un aereo, per celebrare i piloti cechi che si schierarono contro le potenze dell’Asse.
Il secondo giorno, sempre con la guida, abbiamo visitato il quartiere ebraico, partendo dalla Sinagoga Pinkas, memoriale della Shoah, con i nomi degli 87.000 ebrei cechi e moravi uccisi dai nazisti, impressi sulle pareti, e i disegni dei bambini ebrei rinchiusi nel vicino campo di concentramento di Terezin, per poi passare al cimitero ebraico, alla Sinagoga Vecchia Nuova e alla Sinagoga Spagnola.
Il pomeriggio è stato invece dedicato a Piazza Venceslao, un lunghissimo viale che ha fatto da scenario agli eventi principale della storia della regione, come il suicidio di Jan Palach, uno studente universitario che il il 16 gennaio 1969 si è dato fuoco per protestare contro l’invasione russa che voleva stroncare la cosiddetta “Primavera di Praga”, un tentativo pacifico di riformare il sistema politico comunista. Al tramonto, gita in battello sulla Moldava.
L’ultimo giorno è stato occupato dalla visita al Castello di Praga, sede della famosa “Defenestrazione” che diede l’avvio alla Guerra dei Trent’anni tra protestanti e cattolici.
Il tutto accompagnato da gustosi piatti tipici, come il gulasch, lo stinco di maiale, il prosciutto affumicato, gli gnocchi di pane e il Trdelník, delizioso rotolo di pasta aromatizzato con cannella e cotto sulla brace.
Ma qual è il valore aggiunto di questa esperienza? Il desiderio che tutto ciò che si vede, diventi occasione di riflessione sulla propria vita, dalle vicende storiche a quelle individuali. Jan Palach che dà la vita per affermare il diritto alla libertà, gli ebrei sterminati in nome di un’ideologia, la religione come pretesto di guerre di potere… Abituare i nostri alunni a questa riflessione critica è l’aspetto più interessante non solo delle uscite che lo Shakespeare propone, ma di ogni minuto di lezione dentro le mura della scuola. Ed è per questo che anche per i professori i viaggi di istruzione sono una bellissima occasione per condividere momenti belli coi propri alunni in un contesto più informale e per lanciarli nell’entusiasmante viaggio della conoscenza del mondo e di sé.





