Cose da Shakespeare, quadriennale

― 5 Maggio 2023

Il giovedì l’ultima campanella per la classe IV suona, dopo il rientro pomeridiano, alle ore 16:00. Di solito. Il 27 aprile, però, l’ultima ora, quella di storia dell’arte, si è dilatata, nel tempo e nello spazio: alle ore 15, infatti, tutta la scolaresca, accompagnata dalla prof Vadameri, la prof Fraccia e la preside Ghilardi, è uscita dalla scuola per affrettarsi sui mezzi – competenza “abilità negli spostamenti” ampiamente acquisita! – alla volta di Milano. Meta: la mostra Dalì, Magritte, Man Ray e il Surrealismo. Capolavori del Museo Boijmans Van Benuningen, al MUDEC di Milano. Il Surrealismo è un movimento artistico e letterario dell’avanguardia del Novecento, evoluzione del Dadaismo nato negli anni ’20 a Parigi ad opera del poeta ed intellettuale André Breton che ne pubblicò il manifesto. Dalí, Max Ernst, Magritte, Man Ray, Duchamp e altri scelsero di opporre alla cruda insensatezza del presente il potere del sogno, dell’irrazionalità, della psiche, dell’inconscio.

Salvador Dalì, Coppia con le teste piene di nuvole – 1936

La nascita dell’arte surrealista è fortemente legata alla guerra: minacciati dall’incombente arrivo del secondo conflitto mondiale e non ancora ripresisi dalle atrocità del primo, i surrealisti esprimono il desiderio di cogliere l’essenza intima della realtà, oltre la realtà stessa.  Il fatto che la razionalità e la logica non avessero portato nulla di buono, li spinse a cercare nuovi approcci, sperando di cambiare il mondo attraverso i loro scritti e la loro arte.

Così, fin dalla prima stanza, i nostri studenti sono rimasti sopresi dallo stupore, di fronte ad opere che con le loro libere associazioni e inverosimiglianze generano meraviglia nello spettatore: «il meraviglioso è sempre bello, anzi solo il meraviglioso è bello» sosteneva André Breton, affermando così il bisogno dell’uomo di qualcosa di straordinario che lo desti, lo ridesti.

La faccia della, Salvador guerra Dalì
La faccia della guerra, Salvador Dalì

La guida ha sollecitato gli studenti a lasciarsi provocare, nel percorso di una mostra ricca di dipinti ed oggetti di fronte ai quali ciascuno si è trovato sollecitato a confrontarsi con quest’ansia di ricerca in ciò che sta “oltre”.

«Il fatto che io stesso non capisca il significato dei miei quadri, nel momento in cui li dipingo, non significa che i quadri non abbiano significato: al contrario, il loro significato è così profondo, complesso, coerente, involontario che sfugge alla semplice analisi del pensiero logico» spiegherà Dalì. Per noi, di fronte alla realtà in cui viviamo, incredibilmente simile al periodo nel quale si sviluppò la sua poetica, acquista interesse il movimento surrealista, non per la fuga dal presente ma per desiderio di denunciare e cambiare il mondo. Resta aperta una domanda: dove possiamo noi, oggi, trovare un linguaggio, uno strumento espressivo, anche solo una parola, che ci introduca al significato del tutto? Da dove può avere origine, il cambiamento?

La maison de verre, Renè Magritte – 1939

Percorrere i corridoi di questa mostra ha ridestato l’esigenza comune di dare un significato, un senso alla realtà: è proprio nell’avventura dell’esperienza didattica, che per noi oggi si è dilatata dalle 8:00 alle 20:00, intrecciandosi con l’esperienza quotidiana, che la conoscenza si apre al mondo, che ci facciamo compagni di strada, alla ricerca dei segni di una risposta vera.

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