SCOPRIRE, CONOSCERE E APPREZZARE IL NOSTRO PATRIMONIO LETTERARIO E STORICO

― 9 Dicembre 2024

Mercoledì 13 novembre la classe terza ha partecipato a un’uscita didattica presso l’Archivio storico cremasco e la Biblioteca di Crema dove ad aspettarla ha trovato Francesca Berardi e Giampiero Carotti, i due responsabili dell’Archivio storico cremasco.

La prima tappa è stata proprio l’archivio dove, circondati da scaffali e faldoni, gli studenti hanno appreso di cosa si occupi un archivio e come i documenti siano organizzati e, grazie a un’esercitazione pratica, hanno imparato come rintracciare un documento. I due archivisti hanno poi mostrato alcuni documenti preziosi là conservati, presi dal fondo che la Famiglia Benvenuti ha lasciato al comune di Crema, piccolo assaggio dei tesori che ci aspettavano in biblioteca dove si è svolta la seconda parte dell’uscita.

Nel salone di rappresentanza infatti ci ha accolto Valentina, una delle bibliotecarie, che aveva preparato per noi una serie di preziosi testi, facendo fare agli studenti un salto nel tempo per conoscere l’evoluzione dei materiali scrittori. Ed ecco la prima grande sorpresa: un codice pergamenaceo di fine Trecento contenente la Commedia di Dante Alighieri, un volume di pregio, corredato per la prima cantica dal commento di Benvenuto da Imola e impreziosito da miniature. È stato poi mostrato un incunabolo, una edizione a stampa di Aldo Manuzio con la scritta a mano del nome del possessore e una cinquecentina.

I due archivisti hanno presentato altri documenti di grande rilevanza come l’atto fondativo della Diocesi di Crema, un documento pergamenaceo datato 11 aprile 1580, con cui papa Gregorio XIII erigeva la nuova diocesi; più antico e particolare per la sua lunghezza di quasi 5 metri, un rotolo sempre in pergamena del 1361 che stabiliva una convenzione per la manutenzione delle strade tra i quattro consoli maggiori della città e i comuni vicini. In particolare è stato spiegato come ogni notaio avesse un suo modo di autentificare la propria firma attraverso disegni e arzigogoli ben studiati. È stato poi chiesto agli studenti se sapessero l’etimologia del termine “infilzare”. Vani i tentativi di spiegazione fino a che è stata portata una “filza”, una serie di ricevute di pagamenti che, per non essere smarriti o manipolati, erano stati “in-filzati” cioè trapassati da parte a parte in centro con un filo resistente.

Visto poi che la classe sta studiando il tedesco, è stata mostrato un registro delle presenze e degli abbonamenti dell’antico Teatro Sociale di Crema, che sorgeva nell’odierna Piazza Marconi. Gli alunni hanno subito notato che i nomi erano tedeschi: la città infatti era, in quel periodo, sotto il dominio asburgico e gli ufficiali erano assidui frequentatori degli spettacoli.

Uno degli ultimi documenti è stato un grande disegno che doveva fissare l’esatta distribuzione delle acque di fossi e dei canali del nostro contado, per non creare conflitti tra proprietari e fittavoli. La particolarità del disegno era la cura con la quale il disegnatore aveva riportato non solo le acque, ma anche, ad esempio, un mulino che le sfruttava, disegnato con tanto di fumo che usciva dai camini. Mai e poi mai quel disegnatore si sarebbe immaginato che trecento anni dopo una classe di sedicenni del 2024 sarebbe stata colpita da quel suo lavoro e da quel particolare. Tornati in classe è emersa questa osservazione: chi compie con cura e passione il suo lavoro non solo rende bello e ordinato il mondo in cui vive, ma lascia un’eredità di bellezza a quanti verranno dopo di lui.

Questo fanno le persone che abbiamo incontrato in questa uscita, Valentina, Francesca e Giampiero: curano un patrimonio che i nostri predecessori hanno lasciato, lo sistemano, lo organizzano, lo “curano” affinché non si perda. Pochi magari sanno quello che fanno (io, nonostante tutte le volte in cui mi sono recata in biblioteca a Crema, non avevo mai notato la porticina dell’archivio storico, e voi?) eppure conservano dei tesori che ci fanno conoscere i passi che hanno portato al nostro oggi. L’idea di tradizione (tradere = consegnare) di un patrimonio culturale e storico ora è decisamente più concreta per tutti.

L’uscita è stata dunque molto apprezzata e ha posto le basi di una futura collaborazione, magari per un’indagine storica ben precisa attraverso i documenti dell’archivio.

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