“Mi sono sentito all’improvviso un bisogno d’impossibile” (A. Camus)

― 9 Settembre 2023

Tocca allo scrittore e filosofo Albert Camus accompagnarci in questo nuovo anno scolastico 2023/24, e proprio dal dialogo di un incontro dopo una assenza è stata scelta la frase guida per i prossimi mesi:

A. Camus, Caligola, Atto I, Scena IV
Gaio Caligola, l’imperatore romano, torna dopo essere scomparso da tanto tempo. E dialoga con un suo confidente, Elicone.


Elicone: Buon giorno Gaio.
Caligola: Buon giorno Elicone.
E: Sembri affaticato.
C: Ho camminato molto […] Era difficile da trovare […] quello che volevo.
E: E cosa volevi?
C: La Luna […] non ho potuto averla.
E: È seccante.
C: Si, è per questo che sono affaticato… […] Tu pensi che io sia folle…
E: Sai bene che io non penso mai. Sono fin troppo intelligente per pensare.
C:  Sì. Ma io non sono folle e non sono mai stato così ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all’improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti […] Questo mondo così come è fatto non è sopportabile. Ho dunque bisogno della Luna, o della felicità, o dell’immortalità, insomma di qualcosa che sia forse insensato, ma che non sia di questo mondo. […] Quante storie, tu pensi, per la morte di una di cui ero innamorato. No, no, non è questo; credi di ricordarmi che una donna che amavo qualche giorno fa è morta, ma cos’è l’amore? Poca cosa. Questa morte non è nulla, te lo giuro, è solamente il segno di una verità che mi rende la Luna necessaria, è una verità molto semplice, molto chiara, un po’ stupida per te, ma difficile da scoprire e pesante da portare.
E: E qual è questa verità, mio imperatore?
C: Gli uomini muoiono e non sono felici.
E: Andiamo Gaio, è una verità con cui ci si può benissimo arrangiare; guardati intorno, non è questo che impedisce agli uomini di mangiare e di ballare.
C: Allora è che tutto intorno a me è menzogna, questi uomini sono tutta menzogna, e io, io voglio che si viva nella verità e io ho appunto i mezzi per farli vivere nella verità, perché io so ciò che manca loro. Elicone, essi sono privi delle conoscenze e manca loro un maestro che sappia ciò di cui si parla […] per favore, d’ora innanzi, aiutami.
E: Non ho ragioni per non farlo, Gaio, ma so molte cose, e poche cose mi interessano, in cosa posso dunque aiutarti?
C: Nell’impossibile.
E: Farò del mio meglio

Emozione e tremore, come in ogni inizio, in quei primi passi di chi ha varcato per la prima volta la porta della classe prima come in chi a scuola stamattina è tornato dopo le vacanze estive. Non sono mancati nemmeno i “maturi” dello scorso anno, perché la scuola è ancora “loro”, come anche il desiderio di esser presenti nel tradizionale momento di accoglienza per i “primini” – come sono alti quest’anno! –  in aula magna. L’organizzazione del benvenuto è stata affidata ad un comitato accoglienza di “veterani” di classe quarta, che insieme alle prof. Fraccia e Dolci hanno proposto un vero “Speciale TG, per il primo giorno di scuola del Liceo Shakespeare, un liceo da Guinnes dei primati”. Un inviato d’eccezione e filmati raccolti lungo tutta l’estate hanno permesso ai nuovi arrivati di assaporare subito quell’atmosfera che caratterizza “la voglia di educare dei nostri insegnanti e la voglia di imparare degli alunni del nostro liceo”.

La sfida è grande, come ha sottolineato la preside Ghilardi nel suo intervento: “perché possano realizzarsi tutti quei desideri possibili, che in questo momento vi appaiono impossibili, ma che la scuola non può lasciare insoddisfatti, perché la risposta c’è, la strada c’è: desideriamo farla insieme. Abbiamo bisogno di ciascuno di voi, perché senza ciascuno di voi, nulla può accadere”.

Quindi in partenza, già con la prima proposta dell’anno, perché “quando le altre scuole iniziano le lezioni, noi siamo già in viaggio”: una due giorni in Liguria, con visita alla Fabbrica di Cioccolato Bodrato, e poi Nervi, Santa Margherita Ligure, Portofino, San Fruttuoso e Camogli. Partiamo per scoprire e conoscere la bellezza del nostro territorio, favorire il sorgere o il consolidarsi di rapporti e soprattutto fare un’esperienza che fin dall’inizio chieda di mettersi in gioco e vivere da protagonisti l’avventura che ogni anno scolastico è nella vita di ciascuno, alunno o insegnante che sia.

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