Libertà e pace: responsabilità di ciascuno

― 10 Maggio 2024

«Vi invito ad essere parte di un movimento che lavora incessantemente per costruire un futuro migliore, vi invito a prendere posizione per una Italia più giusta, sicura e libera. Insieme possiamo fare la differenza».

Libera contro le mafie

Un richiamo importante quello del dottor Gennuso, referente del presidio dell’Associazione Libera contro le mafie del cremasco, che giovedì 9 maggio ha incontrato tutti gli studenti nell’aula magna del liceo. Grazie al contatto con i rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Istituto, il dottor Gennuso ha raccontato con grande passione le attività di Libera contro le mafie, costituita nel 1994 da una intuizione di don Luigi Ciotti.

«La mafia è un fatto storico, che è diventato anche un fatto sociale»: le immagini delle stragi di Capaci e via D’Amelio, il dolore straziante della vedova Schifani scorrono sul monitor. Gli studenti osservano, di fronte a quel grido di dolore: che fare?

«Libera contro le mafie è una rete di associazioni fondata su due pilastri: memoria e impegno. Le uccisioni, l’illegalità, lo spaccio – quelle attività che vengono istintivamente associate alla mafia – hanno una base legata alla società: laddove lo stato fallisce nel rispondere ai bisogni dei cittadini, qualcun altro se ne prende cura. Senza aver a cuore, però, il bene comune, ma al contrario, il proprio potere». Così il dottor Gennuso spiega l’attività di Libera contro le mafie, che si assume un compito politico, sociale, culturale ed etico che riguarda l’intera società civile. Una responsabilità cui tutti siamo chiamati, come emerso anche nell’incontro del 3 maggio con l’europarlamentare Salini.

Il valore dell’impegno politico

«La ragione per cui si può decidere di far politica è legata al tentativo di guardare con la maggiore umiltà possibile alla vita che ci circonda»: così l’Europarlamentare Salini introduce il suo intervento, con a tema le ragioni di un impegno politico, declinato in particolare a livello europeo. «Più uno cresce, più si rende conto che ciò a cui tiene non si conserva automaticamente – continua Salini – e bisogna lavorare perché non sia minacciato, o non si perda. La politica è il tentativo che facciamo per evitare che prevalga la legge del più forte». Inevitabile il riferimento alla guerra in Ucraina, su cui già Salini ci aveva aiutato, nelle prime fasi del conflitto. Molte le domande degli studenti: sul costante calo delle affluenze al voto, sull’ipotesi della creazione di un esercito europeo, sulla possibilità di fidarsi ancora della politica e dei nostri governi.

Di nuovo, il richiamo è ad una partecipazione attiva, che superi la tentazione all’indifferenza, nell’illusione che nulla possa toccare le nostre abitudini e ciò che abbiamo di più caro.

«Non è scontato che in una scuola si facciano dialoghi come questo – chiude Salini – la coscienza civica si costruisce a partire dalla condivisione della responsabilità coi propri rappresentanti degli studenti»

Facciamo la nostra scuola, conclude la preside, proprio per questo, per crescere individui protagonisti della propria vita, capaci di mettersi in gioco con coraggio e disponibilità, portando il proprio contributo al mondo.

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