In vista dell’esame…

― 21 Giugno 2022

Maturità 2022: «nella prima fase del colloquio orale lo studente dovrà dimostrare non solo di aver acquisito i contenuti e i metodi delle diverse discipline, ma anche di saperli mettere in relazione tra loro».

Creare nessi, riconoscere collegamenti, elaborare connessioni: è questa la competenza che verrà verificata e valutata durante il colloquio d’esame per i maturandi italiani, e quindi per i ben trenta studenti del nostro liceo che quest’anno affronteranno la maturità. Al debutto, infatti, dopo quattro anni decisamente “particolari”, i ragazzi del quadriennale, che affiancheranno i loro colleghi più “anziani”.

E quale modo migliore per esercitarsi in vista dell’esame, che trovarsi a studiare insieme? Le relazioni, infatti, prima che tra i contenuti, nascono tra gli individui: ecco perché non stupisce l’entusiastica adesione degli studenti alla proposta di trascorrere alcune giornate di studio condiviso. Nella bucolica cornice dell’oratorio di Torlino Vimercati – decisamente lontano da qualsiasi distrazione – per quattro giorni le ore di studio si sono alternate a pause corroboranti all’insegna delle bocce e della pallavolo. Sono arrivati, da parte di molti genitori e docenti, numerosi generi di conforto: i ghiaccioli e i gelati hanno sollevato dalla calura, pizze, biscotti e crostate hanno allietato i palati (c’è fin qualcuno che lamenta di non riuscire più a chiudere i blue jeans).

In un turn over serrato i professori si sono alternati – tra le ultime ore di lezione per le classi seconda e terza e gli scrutini finali – accompagnando i ragazzi nel ripasso dei contenuti delle loro materie, ma soprattutto condividendo con loro le ultime fatiche prima della “grande prova”. Oltre i ruoli e le formalità, una compagnia fatta di caffè portati a chi stava iniziando a “perder colpi” e bicchieri d’acqua offerti a chi – nel fervore del lavoro – non s’accorgeva nemmeno di avere sete.

“Non mi aspettavo di essere trattato così bene”: così commenta uno studente, con una gratitudine sperimentata da tutti, ed esplicitata nella celebrazione della Santa Messa, seguita dalla cena e da una sfida a Taboo – un’altra modalità per tenere in allenamento la mente degli studenti, come quella dei docenti.

E mentre a scuola fervono le impegnative attività amministrative per l’insediamento delle commissioni e il buon inizio dei lavori, i ragazzi stanno continuando a studiare insieme: è già un segno, questo, di quello che gli anni passati – non sempre dentro le classi, troppe volte davanti ad un pc – hanno generato. Non si è trattato, semplicemente, di trasmettere nozioni o sviluppare competenze, ma di partecipare alla costruzione di una – come la definirebbe il filosofo scozzese Alasdair MacIntyre – «forma locale di comunità al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale possano essere conservate». Una comunità: luogo di legami e relazioni, ottimo punto di partenza per chi si troverà, infine, con la propria responsabilità e creatività di fronte alla commissione esaminatrice.

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