Cosa rende unico questo bene fondamentale e sempre più prezioso?
L’osservazione superficiale non basta, occorre approfondire, andare a fondo per rendersi conto della realtà delle cose.
Gli studenti di Terza, come dei veri scienziati, hanno provato a darsi delle risposte.
Sono partiti dalla semplice osservazione di alcuni fenomeni naturali, visti in prima persona, oppure attraverso immagini riportate: un iceberg che galleggia in mezzo al mare, un insetto che pattina sulla superficie di un fosso, l’intorbidirsi dell’acqua di un acquario… Hanno quindi cercato di spiegare cosa rende possibili questi fenomeni
Le risposte sono arrivate grazie alla riproduzione dei fatti osservati in uno schema sperimentale semplificato, creato soprattutto con oggetti di uso quotidiano (bottiglie, bicchieri, coloranti alimentari, sale, etc.), ma anche con l’utilizzo di alcuni strumenti scientifici come il microscopio ottico e il “doppio cilindro” di Archimede
Ciò ha permesso ai ragazzi di sperimentare (e in alcuni casi anche di misurare!) eventi come il galleggiamento degli oggetti in base alla loro densità e al loro volume, la capacità di alcuni liquidi di attrarsi o di respingersi, il proliferare della vita all’interno di piccolissime gocce d’acqua.
Ciascuna esperienza è stata accompagnata dall’individuazione delle leggi fisiche e delle proprietà chimiche e biologiche che l’hanno determinata, rendendo possibile quello che a volte viene a mancare tra i banchi di scuola, cioè il contatto tra teoria e realtà… e il risultato, così come l’impegno e l’abilità dei ragazzi, sono stati sorprendenti.