Educazione civica

― 3 Maggio 2021

La febbre del sabato sera

Tutti potremmo trovarci in una situazione di emergenza, ma quanti sarebbero davvero in grado di gestirla? È proprio su questo principio che si è basata la lezione, a sottolineare l’importanza dell’intervento delle persone “laiche” in attesa dell’arrivo di personale medico per preservare la vita in pericolo. A seguito dell’introduzione sulla priorità sanitaria, quindi sulla distinzione tra emergenze e urgenza, il Dottor Masseroli ha chiarito le casistiche di emergenze di fronte alle quali possiamo fare qualcosa: l’infarto e l’arresto cardiocircolatorio. Dopo aver messo in sicurezza l’ambiente e valutato le condizioni della persona da soccorrere, il primo passo è sempre contattare i soccorsi (il Numero Unico di Emergenza, il 112). A questo punto, noi abbiamo la responsabilità di rimanere insieme alla persona che ha bisogno e praticarle, se necessario, il massaggio cardiaco o metterla nella posizione laterale di sicurezza.

L’incontro è proseguito poi con la pratica: come fare il massaggio cardiaco. Mettersi nella posizione corretta e collocare le mani nel punto giusto, ora entra in gioco la musica. Sorpresa :  Il ritmo della canzone “Stayin’ Alive” è quello da seguire per praticare correttamente il massaggio cardiaco, che alcuni alunni hanno avuto la possibilità di simulare su un manichino.

È proprio sulle note della canzone “Stayin’ Alive” dei Bee Gees, celebre colonna sonora del film “La febbre del sabato sera”, che il Dottor Matteo Masseroli, laureato in Medicina e Chirurgia, insieme al prof. Ronchi, docente di scienze motorie presso il liceo, ha insegnato agli alunni dello Shakespeare come praticare il massaggio cardiaco. Il corso di primo soccorso ha suscitato un grande interesse tra gli studenti, lasciando l’intera scuola… in fibrillazione!

«You know it’s alright, it’s okay/ I’ll live to see another day» (“Sai che va tutto bene, è ok, vivrò per vedere un altro giorno”) cantano i Bee Gees, parole che adesso ci ricordano come la vita sia importante e come il nostro corpo sia un elemento fragile e al contempo sorprendente, che non si finisce mai di conoscere.

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