Osservare, capire, progettare, ideare, dare spazio alla propria manualità e creatività in un costante esercizio di collaborazione e confronto, sono stati alcuni degli aspetti importanti che gli alunni di classe seconda hanno sperimentato con soddisfazione e impegno nel lavoro di gruppo che li ha visti coinvolti, con tanto entusiasmo, per la realizzazione di alcuni modellini che riproducessero i locali scolastici vissuti quotidianamente.



Durante l’attività sviluppata in geografia diverse sono state le competenze, le conoscenze e le abilità messe in campo e conquistate: osservazione e progettazione per iniziare a ragionare su una riduzione in scala approssimativa, sulla pianta e sulle proporzioni abbozzate, recupero e raccolta di materiale utile, individuazione e costruzione di elementi specifici di uno spazio vissuto, assemblaggio e verifica attraverso il confronto con il progetto disegnato. Orientarsi e utilizzare i concetti topologici in un’esperienza più ampia e completa, li ha da subito messi in azione per dare nome alle parti specifiche degli spazi scelti ossia la palestra, i cortili esterni, la mensa, la sala polivalente e l’aula, sviluppando un linguaggio preciso sia per gli elementi presenti che per le funzioni alle quali i locali sono adibiti; osservare secondo un punto di vista e realizzare una sorta di pianta disegnando attentamente le parti principali e nella giusta posizione sono state operazioni interessanti che hanno permesso di comunicare e creare un disegno più tecnico rispetto ad altri. Il lavoro, svolto in gruppi, ha lasciato emergere dinamiche interessanti in cui approcciarsi al confronto, appianare divergenze, valorizzare abilità e punti forza dei compagni di lavoro, valutando e unendo le idee in una organizzazione proficua per uno scopo comune. Vederli in azione, aggiornarsi sui materiali recuperati a casa, osservare i loro tentativi, come risolvere eventuali inghippi o discussioni, dice tanto di ognuno di loro, in rapporto a sé stessi e al gruppo e la guida discreta, ma attenta della maestra garantisce uno spazio d’azione, di errore e di confronto profondamente formativi.



Particolarmente stimolante e significativo è stato il momento di presentazione alla classe di ogni produzione in cui il desiderio di condividere con i compagni il proprio lavoro era evidente e, guidati da alcune domande, sia in gruppo che in un secondo momento più personalmente, sono emerse riflessioni di significato: non ha prevalso la fatica nella realizzazione concreta del plastico o di gestione del gruppo, dei rapporti che sono comunque stati esplicitati, ma soprattutto la soddisfazione di avere fatto una cosa bella e complessa insieme, di aver notato le abilità dell’uno e dell’altro, do essersi sentiti d’aiuto verso un compagno in difficoltà, di aver capito quando rinunciare ad una propria idea perché era meglio un’altra, lasciarsi consigliare e provare a decidere per maggioranza, sentirsi ascoltati nelle proposte e cercare di mettercela tutta per completare il proprio pezzetto, dividersi i compiti e capire cosa si riesce a fare bene e cosa invece necessita dell’aiuto del compagno più capace o dell’intervento della maestra.


La suddivisione in gruppi ha consentito un lavoro di collaborazione per uno scopo comune, cercando di valorizzare le abilità, le idee e le proposte dei compagni, comunicando e confrontandosi in tutte le fasi del lavoro. E allora bravi i nostri piccoli ingegneri e architetti di classe seconda!



