Lunedì 12 maggio, nell’Aula Magna del liceo, si è svolto un incontro rivolto a docenti e genitori per riflettere insieme sul disagio che vivono oggi molti adolescenti sia in ambito scolastico che familiare. Ospite e relatore dell’evento è stato il dott. Ceriani, psicologo, che ha aperto l’incontro con una riflessione sull’evoluzione delle figure genitoriali.


Siamo passati – ha spiegato – dalla generazione “Edipo”, in cui i figli si confrontavano e scontravano apertamente con l’autorità paterna, alla generazione “Telemaco”, in cui il padre è assente, non propone una visione del mondo, non offre qualcosa da accettare o da rifiutare. La generazione attuale non è più contestatrice: semplicemente, non ha ricevuto alcuna proposta da mettere in discussione.
I ragazzi, oggi, sembrano cercare soprattutto notorietà, spesso a costo di sacrificare pudore e intelligenza.
E la società, scuola compresa, come risponde a questo disagio? Spesso lo patologizza, affidandosi subito a medici e specialisti. La scuola, invece, dovrebbe essere il luogo in cui i ragazzi imparano a stare nel mondo, a relazionarsi, a rispondere delle proprie azioni e a interrogarsi su quale contributo possano offrire al mondo. Ma perché ciò accada, è necessario che gli adulti – insegnanti e genitori – siano testimoni credibili, capaci di trasmettere una propria visione della vita.
Il dott. Ceriani ha sottolineato come oggi manchi la figura di un padre “Ulisse” capace di tornare dal mare carico di esperienze da condividere. Spesso, durante i colloqui scolastici, si vedono solo madri. I figli, però, hanno bisogno anche della presenza del padre, con cui poter dialogare – e anche scontrarsi – per costruire la propria identità. È fondamentale una complementarità tra maschile e femminile, ma soprattutto servono padri che non si sottraggano al compito di proporre una visione del mondo interessante e stimolante.
Dopo l’intervento iniziale, si è aperto il dialogo con i genitori. Alcuni hanno segnalato la propria difficoltà a essere presenti in casa, quindi i figli si trovano spesso soli. Il relatore ha ribadito che il ruolo dell’adulto non può ridursi alla solita, scontata domanda: “Com’è andata a scuola?” la cui risposta è ancora più scontata e ovvia. Occorre invece aprirsi, raccontare la propria giornata, condividere esperienze ed emozioni. Solo così si può costruire un dialogo autentico.
Un altro tema emerso è stato quello dell’uso dei cellulari e dei social. Il dott. Ceriani ha spiegato come il digitale comporti una “assenza del corpo”: da un lato rende più disinibiti, perché “quello” non sono io; dall’altro, più vulnerabili, perché “io sono” ciò che i social dicono di me. Ha proposto un confronto illuminante: un tempo si cercavano droghe che attivassero, che dessero energia; oggi si cerca l’anestesia, come nel caso del fentanyl. Il piacere scompare insieme al dolore. Anche il continuo “scrollare” reel e video è una fuga: si guarda il mondo, ma senza lasciarsi toccare.
L’ultimo punto affrontato è stato quello dell’ansia da prestazione, che in ambito scolastico spesso raggiunge livelli preoccupanti. I ragazzi si sentono obbligati alla perfezione, ma nessuno è perfetto e questo li paralizza: temono l’errore, non sanno affrontare il fallimento. In questo, gli adulti hanno una grande responsabilità: devono smettere di proiettare sui figli le proprie aspettative e trasmettere invece l’idea che sbagliare è non solo possibile, ma utile. L’errore è spesso la base per un passo avanti.
L’incontro ha offerto molti spunti di riflessione a genitori e insegnanti. Ma, forse, il risultato più importante è stato dimostrare che esiste ancora un luogo dove si può dialogare insieme sul mestiere più difficile – e più prezioso – del mondo: quello dell’educatore.
L’iniziativa, che ha coinvolto 20 famiglie, si è conclusa con l’invito del relatore a proseguire il confronto in piccoli gruppi informali.
L’incontro è stato il primo appuntamento dell’attività “Percorsi di orientamento con il coinvolgimento delle famiglie”, inserito nel progetto “On the road, together: un sostegno per ciascuno” e finanziato nell’ambito dell’avviso Riduzione dei divari negli apprendimenti e contrasto alla dispersione scolastica (Avviso pubblico prot. n. 99808/2024 – DM 19/2024 PNRR M4C1I1.4-2024-1342 Edizione numero1442-ATT-1087-E-1).




