Questione di metodo

― 22 Ottobre 2024

Ogni inizio, a maggior ragione quello di un nuovo percorso scolastico, implica per chi lo guida la responsabilità di indicare la strada e soprattutto i mezzi per percorrerla. Si tratta indubbiamente di una questione di «metodo», parola che rimanda nella sua etimologia a «ricerca, indagine, via da percorrere» per costruire un sapere sistematico, cui contribuiscono le diverse discipline, ciascuna secondo la propria specificità, perché ogni oggetto d’indagine impone il suo metodo.

Riprendere, allora, di cosa si occupa la storia e come lo fa, proporre agli alunni letture condivise di alcune pagine del libro di testo o l’analisi di un documento, così come costruire insieme mappe e schemi alla ricerca dei modelli più adatti al proprio stile di apprendimento, sono i primi passi che l’insegnante ha indicato ai suoi alunni. Nasce così l’occasione per un dialogo costruttivo sulle difficoltà come anche su alcune superficialità diffuse, prima tra tutte quella di ritenere o illudersi di poter imparare semplicemente tramite ricerche sul web, che nella convinzione comune pare offrire facile accesso allo scibile umano.

Rigore, ragionamento e applicazione non sono da meno nel ripasso di analisi logica. Con pazienza ci si concentra sull’essenziale per colmare lacune pregresse e carenze strutturali della riflessione metalinguistica.

Diversa, ma solo nella strategia di apprendimento, è la necessità di metodo quando ci si approccia ad una nuova lingua. La lingua tedesca in particolare, come risaputo, è una lingua difficile: i tedeschi stessi usano il detto «Deutsche Sprache, schwere Sprache» che tradotto in italiano suona «lingua tedesca lingua pesante, difficile!». Ne consegue la necessità di uno studio metodico: fin dalle primissime lezioni si chiede ai ragazzi di memorizzare quotidianamente alcuni vocaboli, insieme al loro articolo, al fine di ampliare la conoscenza del lessico, concentrandosi su argomenti di uso comune come i colori, i numeri, l’abbigliamento, gli alimenti, i luoghi, i mezzi di trasporto, i membri della famiglia, il corpo umano, le professioni e così via. Lo studio della grammatica insieme al lessico è poi fondamentale, per poter capire e parlare la lingua di Goethe! Perfavorire la comprensione orale è proposto l’ascolto di dialoghi, podcast, canzoni o la visione di video in lingua originale

Cambia l’argomento, ma identica è la preoccupazione di chi deve introdurre i ragazzi allo studio delle scienze, che hanno per oggetto tutto ciò che è percepibile, e che si distingue, di nuovo, per il suo «metodo». Lo sguardo scientifico si apre con curiosità alla realtà (perché questo accade? perché è fatto così? perché si comporta in questo modo?), e cerca risposte verificabili, procedendo alla ricerca di una conferma per le proprie ipotesi, seguendo procedure standardizzate, misurazioni oggettive, protocolli ben definiti, che garantiscano la riproducibilità dei risultati, grazie a sperimentazioni pratiche che consolidino le proprie ipotesi. Particolare attenzione è poi dedicata alla comunicazione, perché la condivisione accelera il processo di conoscenza, anche evidenziando i possibili errori. Grandissima valenza didattica (ed educativa) ha in questo senso la necessità di riconoscere l’errore, condizione di possibilità del superamento di vecchie teorie: non fallimento, ma evoluzione. L’approccio a questa disciplina partendo dall’analisi del suo metodo è certamente un grande aiuto per gli studenti non solo nell’apprendimento di nuovi contenuti, ma in quanto concorre allo sviluppo di una mentalità critica, capace di sostenere con valide argomentazioni le proprie posizioni, sempre con disponibile apertura alle esperienze altrui.

Ogni nozione, scientifica o umanistica, rimarrebbe però ultimamente arida, se non introducesse una domanda di significato sull’oggetto di indagine più interessante: la persona, l’io, il proprio io con il «guazzabuglio» del proprio cuore. E quando l’oggetto d’indagine è il bisogno costitutivo della persona di un significato ultimo, invocato non solo dai grandi poeti della storia, ma riconosciuto in ogni singolo individuo di fronte ad ogni circostanza, esperienza, ed azione, allora è davvero essenziale rinvenire un metodo per districarsi nell’insieme di sentimenti, emozioni o reazioni che caratterizzano l’esperienza di ciascuno. Questo lavoro di indagine esistenziale non può limitarsi all’astrattezza di un discorso: deve partire dai fatti, dalla propria esperienza, affinché ciascuno impari davvero a distinguere ciò che desidera e quindi a scegliere in base alle proprie inclinazioni, passioni e obiettivi, superando l’omologazione sociale in cui ad ogni età è facile cadere. Essere leali con le esigenze di vero, bello e buono con cui siamo proiettati nella realtà è esigenza, dovere e questione di … metodo.

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