Una mattinata tra storia, letteratura, lingue straniere e spirito di squadra: l’uscita didattica delle classi 1ª A e 1ª B a Pavia è stata molto più di una semplice gita scolastica. È stata un’avventura culturale coinvolgente, un viaggio nel tempo sulle orme di Geoffrey Chaucer, autore dei celebri Canterbury Tales, accompagnati dalla guida esperta e appassionata de The Original History Walks®.
Guidati da un affascinante racconto in lingua inglese, i ragazzi hanno seguito le tracce del celebre poeta inglese, che nel 1378 visitò la Lombardia come ambasciatore. Il percorso ha preso il via dal Castello Visconteo, dove sono stati esplorati i legami tra la corte dei Visconti, la diplomazia medievale e la cultura letteraria europea. Da qui, la camminata ha condotto alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, nella cui cripta i ragazzi hanno potuto ammirare la tomba di Severino Boezio, filosofo tardo-antico il cui pensiero ha influenzato profondamente anche l’opera di Chaucer (De Consolatione Philosophiae).


Il percorso è proseguito nei Giardini Malaspina e si è concluso in piazza Petrarca, tra riflessioni sulla città trecentesca, le suggestioni del Decameron di Boccaccio e i legami invisibili che uniscono la cultura italiana e quella inglese.
I ragazzi hanno seguito con interesse ogni tappa, coinvolti attivamente dalla guida che ha saputo unire contenuti profondi e linguaggio accessibile. In lingua inglese, certo, ma con quella naturalezza che si crea quando l’apprendimento passa dall’esperienza diretta, e le nozioni prendono vita tra le pietre antiche della città.


Dopo la visita culturale, ci siamo spostati all’Oratorio Sant’Alessandro Sauli, dove siamo stati calorosamente accolti da don Re. Qui i ragazzi hanno condiviso il pranzo al sacco e poi si sono sfidati con entusiasmo in partite di calcio, basket, pallavolo e ping pong, rafforzando i legami tra compagni di classe e con i loro insegnanti.
Cinque i docenti accompagnatori, delle diverse discipline (Arte, Inglese, Scienze, Matematica e Lettere, con la preziosa presenza della docente madrelingua), a testimonianza di un progetto realmente interdisciplinare, dove ogni sguardo ha arricchito la lettura della giornata.


Cosa si portano a casa i nostri studenti da un’esperienza così? La consapevolezza che la scuola può essere scoperta, stupore, gioco e bellezza. Che la letteratura non è solo sui libri, ma nelle città, nei dialoghi, nei volti. Che l’inglese può essere una chiave per entrare nella storia. Che il sapere è più forte se condiviso, se vissuto insieme, se fatto proprio.
E perché ogni uscita, come questa a Pavia, non è solo una gita: è un’occasione per costruire memorie, connessioni e futuro.




