Un nuovo anno scolastico, un nuovo inizio… da guardare insieme

― 29 Settembre 2023

DICONO DEI GIOVANI

«La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, si burla dell’autorità, non ha alcun rispetto degli anziani. I bambini di oggi sono dei tiranni, non si alzano quando un vecchio entra in una stanza, rispondono male ai genitori. In una parola sono cattivi».

 «Non c’è alcuna speranza per l’avvenire del nostro Paese se la gioventù di oggi prenderà il potere domani. Questa gioventù è insopportabile, senza ritegno, terribile».

«Il nostro mondo ha raggiunto uno stadio critico, i nostri ragazzi non ascoltano più i loro genitori, la fine del mondo non può essere lontana».

  «Questa gioventù è marcia nel profondo del cuore. I giovani sono maligni e pigri. Non saranno mai come la gioventù di una volta. I giovani di oggi non saranno capaci di mantenere la nostra cultura».

Sembrano parole prese dai nostri quotidiani. Invece, hanno ben altre radici. La prima è attribuita a Socrate (filosofo nato nel 470 avanti Cristo). La seconda è di Esiodo (poeta greco dell’VIII-VII secolo avanti Cristo). La terza appartiene ad un Sacerdote dell’Antico Egitto (2000 anni prima di Cristo). La quarta è addirittura un’incisione ritrovata su un vaso di argilla nell’Antica Babilonia (3000 anni prima di Cristo).

Ma davanti a questa “ostilità” nei confronti dei giovani, quale la nostra responsabilità?

Anzitutto: ascoltiamoli, sono loro i protagonisti, è per loro che ci ritroviamo, sabato mattina, nell’incontro di inizio anno tra la preside e i genitori dei nostri studenti.

Ascoltiamoli: i ragazzi hanno bisogno di adulti credibili, autorevoli che ascoltano e fanno proposte forti e non banali, che dicano che vale la pena vivere e quindi anche studiare. Adulti che amano la loro libertà, e su di essa rischiano. Hanno bisogno di sapere che vale la pena vivere, per questo vale la pena studiare.

Mi sono sentito all’improvviso un bisogno di impossibile

Così la frase che è stata scelta per accompagnare questo anno scolastico ci parla di quel germe di infinito presente in ciascuno dei nostri ragazzi, così come in ciascuno di noi. Le cose, così come sono, non sembrano soddisfacenti: abbiamo bisogno di qualcosa che dia senso. Facciamo una scuola proprio perché spalancati a questo orizzonte, accompagnati, lavoriamo insieme per non spegnere mai questo bisogno. Compiamo perciò i nostri tentativi, docenti e genitori, nella consapevolezza che se non stiamo da soli è più facile: per questo la preside ci invita a tenere in grande considerazione le prossime assemblee di classe, dove sarà possibile dialogare insieme.

Date queste premesse, delineato il nostro modo di sentire l’educazione, conseguono gli avvisi pratici: i prossimi viaggi e stage, la scuola genitori, i consigli di classe, l’orientamento, PCTO, la personalizzazione, l’attenzione al calendario scolastico – che per il nostro liceo quadriennale è dilatato dai primi di settembre alla fine di giugno – la valutazione, i recuperi, la didattica sono tutti strumenti indispensabili, perché è nell’esperienza che l’educazione avviene.

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