Vi siete persi le pagine di Lodishop di novembre sulla nostra scuola?!? Eccovi l’articolo e le immagini!
Insegnare ai ragazzi a stupirsi di fronte alla realtà e a desiderare di conoscerla in ogni suo aspetto; condividere con loro l’avventura della crescita in una fase di grandi cambiamenti; vivere l’insegnamento come un’esperienza di condivisione con i colleghi e con le famiglie.
La scuola media all’Istituto Canossa è tutto questo: è entusiasmo ed è voglia di scoprire insieme il senso delle cose. Mentre un recente studio della Fondazione Agnelli ha indicato i tre anni delle medie come l’anello debole della scuola italiana, con studenti annoiati e docenti demotivati, l’esperienza quotidiana alla Canossa sembra ribaltare in tutto e per tutto questo scenario. «Il clima che si respira qui è ben diverso da quello descritto in quello studio», spiega la preside Giuditta Zola. «Senza nulla togliere alla validità dell’indagine a livello nazionale, quello che mi preme dire è che è possibile per i ragazzi vivere la scuola media da protagonisti, con entusiasmo e impegno, faticando per progredire nel percorso della conoscenza, ma al tempo stesso trovando la gioia e le motivazioni adeguate per affrontare la vita con slancio. Questa è l’esperienza che si vive da noi».
E i docenti? «Chi insegna alla Canossa condivide con i colleghi tutto: non è un semplice confronto sull’attività didattica – che pure c’è, è costante ed è di continuo stimolo per tutti – ma è qualcosa di ancor più profondo. Si tratta di essere innanzitutto persone consapevoli di avere qualcosa di importante da proporre agli studenti e alle famiglie. Questo è ciò che genera motivazione, e quindi passione per il proprio lavoro». Da qui nasce anche un metodo di insegnamento efficace e coinvolgente per i ragazzi. «Il centro per noi è partire dalla realtà, con un metodo per lo più induttivo», spiega ancora la preside Giuditta Zola. «Alcuni esempi: la proposta “controcorrente” di insegnare il latino per tutti, ma con il metodo natura, facendo anche divertire i ragazzi recitando scenette nella lingua di Cicerone; l’inglese insegnato con una grande attenzione all’aspetto comunicativo; le materie scientifiche basate sempre sul metodo sperimentale. Ma anche tante attività che rendono i ragazzi protagonisti attivi: il teatro, il coro, il giornale scolastico, la scrittura creativa con la pubblicazione di un libro, il dibattito in classe organizzato a gruppi, con squadre che gareggiano».
Niente di più lontano, insomma, da quell’ambiente privo di motivazione e coinvolgimento a tratti dipinto dalla ricerca della Fondazione Agnelli. «Non abbiamo la ricetta della scuola perfetta. Semplicemente, facciamo il nostro lavoro con convinzione. Lo sguardo lieto dei nostri studenti ci indica che questa è la strada giusta» conclude la preside.
