In occasione delle celebrazioni di lunedì 27 gennaio per la Giornata della Memoria, i ragazzi della classe III A dell’Istituto Canossa hanno preso parte, insieme agli studenti di altri istituti, a una iniziativa organizzata dal Comune di Lodi volta a preservare la memoria dei tragici avvenimenti che a tale giornata si legano, per non dimenticarne la drammaticità e l’importanza che non vengano ripetuti.

Presso l’auditorium Tiziano Zalli i ragazzi hanno potuto assistere al discorso tenuto dal sindaco, Andrea Furegato, il quale ha sottolineato il dovere per ogni cittadino, soprattutto in questo momento storico, di conservare la conoscenza di questo tragico evento. Trattenere il ricordo e restituire la memoria di qualcosa che ha segnato così dolorosamente la storia dell’umanità è fondamentale, soprattutto per le nuove generazioni, affinchè non si ripetano gli orrori commessi.
Durante la cerimonia sono state peraltro consegnate, alla presenza delle autorità cittadine, alcune medaglie d’onore alle famiglie di coloro che, come soldati, decisero di non aderire alle forze fasciste durante la guerra e per tali ragioni furono di fatto deportati in Germania e costretti ai lavori forzati nei campi di sterminio, dove tanti persero la vita. A conclusione di tale mattinata gli studenti hanno inoltre preso visione del film “Jojo Rabbit”, del regista Taika Waititi. Un film che racconta in chiave ironica, con uno sguardo lucido e brillante, una Germania nazista pervasa da ideali ciechi e scellerati. Il protagonista è Jojo, appena un ragazzo, nutrito sin da giovanissimo dai valori della gioventù hitleriana e convinto che il suo migliore amico immaginario sia Adolf Hitler. La storia di Jojo è quella di un’umanità che si riscopre, di una verità che si disvela: quella che l’amore e la gentilezza sono i valori più grandi. È la storia delle assurdità perpetrate dall’uomo, che in questo film vengono esasperate al punto che anche i bambini si arruolano, e provano a essere grandi: Jojo è ribattezzato “Rabbit” proprio perché deriso dagli amici per non essere riuscito a uccidere un coniglio. Ma alla fine a vincere sono l’autenticità umana e la scoperta dell’altro, la scoperta dell’assurdità di perseguire un pensiero acritico e del valore che si può trovare in quello che dapprima era un nemico, e che alla fine diventa il vero baluardo di salvezza.

Gli studenti presenti hanno apprezzato particolarmente la visione del film, che con la sua semplicità e immediatezza ha colto nel segno il significato di questa giornata. Ad accompagnare i docenti Enrico Oldini, Beatrice Formis e Giulia Mondoni.



