Pace: non basta sensibilizzare, occorre educare

― 30 Gennaio 2026

Anche le parole più cercate su Google nel 2025 rivelano un tema che interroga tutti, grandi e piccoli. Guerre, violenze, soprusi sono ormai all’ordine del giorno; ognuno osserva impotente quello che accade e ha un’opinione in merito ai grandi temi di geopolitica mondiale o ai fatti di cronaca che sentiamo accadere nelle nostre città. “Pace” è forse ciò che tutti vorremmo, ma davanti a quello che accade al di fuori di noi — e a volte anche dentro di noi — ci sentiamo impotenti. Attendiamo, forse ormai sempre più disillusi, che qualcuno giunga a risolvere la situazione. Noi cosa ci possiamo fare?

Questo è stato messo a tema ieri sera durante l’incontro di presentazione della mostra “Profezie per la pace”, che sarà ospitata la prossima settimana presso la sala polivalente dell’Istituto Canossa e che verrà presentata dagli alunni di terza media.

La mostra, che ha visto la sua inaugurazione al Meeting di Rimini del 2025, è stata realizzata da ragazzi e docenti di alcuni licei di tutta Italia, che, davanti alle oltre 184 guerre nel mondo, non si sono fermati a una constatazione, ma si sono interrogati su cosa voglia dire essere “profeti di pace”.

Ripercorrendo sia vicende drammatiche di scenari attuali, quali Siria, Palestina e Israele, sia storiche, come la Bosnia, i relatori hanno mostrato volti di “risorti”, di uomini e donne che, pur vivendo nella guerra, sono in pace. Forse è questa la cosa più paradossale emersa ieri sera: “la pace non è l’assenza di guerra; si può essere in pace anche dentro un conflitto, se si afferma un bene”.

Il cardinale Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, intervistato per la mostra, dice: “Essere profeti per la pace non significa saper predire quando questa arriverà, ma essere capaci di vederla oggi e di farla vedere là dove si realizza e si fa”.

“Ma cosa possiamo fare noi?”, incalza l’intervistatore.

“Se l’obiettivo è la pace nel mondo, saremo sempre frustrati. Io voglio costruire la pace perché ho ricevuto un dono che voglio condividere. Non so se il nostro sforzo cambierà il corso degli eventi, ma non voglio permettere al corso degli eventi di cambiare me”.

È solo un testimone, un cuore vivo, non assopito o rassegnato, che rimette in moto un altro cuore, che lo fa essere umano. A questo bisogna lasciare spazio; serve “curare il grano e farlo crescere”.

La preside, Giuditta Zola, invitando tutti a visitare la mostra, ha voluto concludere l’incontro con le profetiche parole di S.S. Papa Leone XIV:

«La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno: mentre al male si grida “basta”, alla pace si sussurra “per sempre”».

(S.S. Leone XIV, Messaggio per la LIX Giornata mondiale della pace)

Vi aspettiamo tutti a vedere la mostra!

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