Lo scienziato della Nasa Massimo Robberto incontra gli studenti della Canossa

― 8 Maggio 2021

Un incontro ‘spaziale’ e interessantissimo quello tra alcuni studenti della classe terza della Canossa e l’astrofisico Massimo Robberto. 

Massimo è un astrofisico italiano che lavora come Full Scientist allo Space Telescope Science Institute di Baltimora (STScI), dove fa parte della divisione Strumentazione.  E’ il responsabile della NIRCAM, la camera per il vicino infrarosso che equipaggerà il prossimo James Webb Space Telescope (JWST). Il suo principale campo di ricerca è la formazione delle stelle e in particolare lo studio della Nebulosa di Orione. Recentemente ha ideato e proposto una missione per la ricerca della Energia Oscura, che l’Esa ha selezionato per la fase di valutazione Cosmic Vision 2015-2025. A tema del dialogo Mars 2020, l’ultima missione della NASA sul pianeta Marte.

 “Il tema dell’infinità dello spazio – commenta la docente di lingua inglese Carola Rainero – appassiona molto i ragazzi che davanti al mistero del cosmo percepiscono la dimensione dell’avventura, del viaggio e della scoperta”.

“Marte potrebbe essere il luogo nello spazio – ha detto lo scienziato – dove ritroviamo le condizioni di quando la vita è comparsa sulla terra, tracce di forme di vita primordiale o tracce di acqua. Ricerchiamo per una spinta, un’attrattiva che è dentro ogni uomo che ci porta a fare cose grandi. Ciò che ci muove è una grande curiosità”.

Massimo ci ha invitati a considerare l’unicità della nostra esistenza ed il numero impressionante di variabili che devono manifestarsi sul nostro pianeta per renderla possibile. “Per trovare dei pianeti grandi come la terra alla distanza magica, giusta dal sole, a temperatura adeguata, servono numerosissime condizioni concomitanti’. Lo scienziato ha continuato dicendo che ‘la molla della conoscenza dell’universo è il desiderio dell’uomo, la sua curiosità, il suo tentativo continuo di cercare e comprendere’. La strumentazione tecnologica, che ci consente oggi di osservare il pianeta Marte con una prossimità impensabile, come ‘il nostro vicino di casa’ riducendo le distanze in modo inimmaginabile, in fondo non è altro che la conseguenza di una tensione naturale e inesauribile dell’essere umano che non si appaga, non si rassegna, non si ferma mai davanti al mistero.

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