Sabato 13 giugno, per gli studenti del IV anno (che per il nostro liceo è l’ultimo), l’appuntamento è nel piazzale della scuola dove, con alcuni professori, raggiungeranno Novazza per una vacanza studio autogestita in vista dell’esame di maturità. Così comincia il progetto realizzato con i fondi del PNRR.
Un breve e sereno viaggio li conduce alla destinazione: un’accogliente casa vacanza dove ragazzi e professori condivideranno tre giorni di studio intenso, ma anche di colloqui, attività di ripasso o approfondimenti, per scoprire che si può condividere e imparare.
Un’attività come questa non mira soltanto a limare la preparazione per affrontare l’ultima prova del percorso scolastico, ma ha la pretesa di promuovere un’esperienza che segni la vita con un giudizio chiaro: condividere la fatica con amici, compagni e professori per raggiungere un obiettivo è possibile. La vita non è, infatti, una lotta titanica da combattere in solitudine.
E poi si comincia a studiare; quel gruppo chiassoso che, prima dei libri, ha tolto dalla valigia musica, giochi in scatola e pallone, si fa serio: chi da solo o in coppia, chi a gruppi, comincia a riprendere o ripassare quanto appreso durante l’anno per restituirlo al meglio al colloquio che lo attende. E allora i luoghi comuni sui giovani dispersi e disimpegnati lasciano spazio a giovani che si aiutano e si confrontano su Dante, Leopardi, Blake, Alberti e sulla trascrizione del DNA.
Finalmente in azione davvero, studiando si pongono domande a cui magari non sanno rispondere, perché sono le domande di tutti, ma che richiedono tutta la vita di ciascuno per arrivare a un’ipotesi di risposta; e chi è alla sua ventesima vacanza maturandi sente la gratitudine e la preferenza di poter partecipare, ancora una volta, allo spettacolo di studenti che cercano la loro strada.









