Degni di scoprire il mondo

― 6 Marzo 2024

L’inizio di un nuovo anno è sempre l’occasione per “fare il punto” della situazione, dare un giudizio su quanto accaduto nell’anno precedente e affrontare un nuovo percorso, raggiustando il tiro sui propri obiettivi, e sul percorso più adatto per raggiungerli.

Anche nel nostro liceo gennaio è stato tempo di valutazioni: nelle case dei nostri studenti, infatti, è arrivato il secondo “pagellino” – il liceo quadriennale prevede la suddivisione del calendario scolastico in bimestri – quel documento di sintesi che fotografa lo stato della competenza nelle singole discipline espressa in voti.

La valutazione

Il momento della valutazione è sempre una esperienza delicata – per gli studenti come per i docenti – perché valutare «significa dare valore all’apprendimento, cioè a cosa si sa e a come si sa, alla consapevolezza del come si è arrivati ad apprendere, all’impegno, alla partecipazione, all’attività di studio»[1]. Una tale complessità di fattori deve poi essere necessariamente espressa con un numero, un indicatore che sintetizza, senza esaurirlo, il percorso compiuto dallo studente. I voti espressi nel documento di valutazione  sono «la punta di un iceberg che per sintetizzare chiamiamo “verifica e valutazione scolastica[2]», per questo rendere le valutazioni scolastiche il più possibile «valide e precise» è un tema sempre aperto, che «non dovrebbe alimentare né una crociata contro l’ineludibile soggettivismo nella valutazione, né il mito dell’oggettività […], ma portare a un uso maggiormente consapevole di criteri e modalità di verifica[3]».

La funzione formativa della valutazione si colloca entro un processo di apprendimento, che aiuta a «mettere a fuoco quanto e cosa ha appreso l’alunno, ma è anche un mezzo di formazione per adattare di continuo l’insegnamento al cammino dell’alunno e della classe»[4]. L’atto valutativo «deve essere chiaro per essere compreso, puntuale per essere efficace, e condiviso con alunni e genitori per essere utile al processo dell’apprendimento»[5].

Cosa accade, però, quando la valutazione “va male”?

È esperienza di ciascuno la sensazione di “fallimento” di fronte a risultati non adeguati, uno stato d’animo che riguarda l’intera comunità educativa – docenti, studenti e famiglie – e che rischia di incidere negativamente sulla motivazione al conoscere. Un “brutto voto” ha lo scopo di segnalare una criticità, il mancato raggiungimento di un obiettivo, ma ha anche la finalità di indicare la necessità di un “cambio di passo”, l’esigenza di una modifica nelle modalità di lavoro, così che la fragilità venga affrontata e superata.

Il recupero

Questo è lo scopo delle attività di recupero che «non solo sono dovute nell’ottica di una scuola inclusiva, ma sono connaturali al lavoro di educatori; perciò, in un percorso che vuole aiutare a crescere, imparando a correggersi assumendosi le proprie responsabilità, sono sempre previste e pianificate.  Il recupero, prima ancora di essere una possibilità di eliminare un voto negativo, è un recupero di motivazioni, di prerequisiti e di competenze; quindi, le attività non sono semplicemente una ripetizione di quanto fatto in classe e  della verifica più o meno simile, più o meno facilitata o ad obiettivi minimi».[6]

E proprio alle attività di recupero sono dedicate, nel nostro liceo, due intere settimane al termine del secondo bimestre, settimane in cui viene sospesa ogni altra attività valutativa, e viene dato tempo e spazio a chi ha la necessità di colmare una o più insufficienze. In queste due settimane i docenti dedicano il monte ore corrispondete al monte ore settimanale della propria disciplina ad attività di consolidamento e ripasso con l’utilizzo di «soluzioni didattico-metodologiche alternative, che aiutino effettivamente gli alunni in difficoltà a recuperare le carenze, puntando sull’essenzialità dell’insegnamento, sulle motivazioni e su indicazioni specifiche di metodo di studio»[7].

Ultimo passo delle attività è la verifica di recupero.

La motivazione

“Ultimo passo”, abbiamo sottolineato, di un cammino che ha l’ambizione di «mostrare ai più giovani la bellezza e il fascino dell’avventura conoscitiva»[8]. Nell’attività di recupero, infatti, protagonisti sono la relazione educativa e la motivazione intrinseca alla conoscenza scolastica: «il problema educativo è sempre quello di muovere la libertà», nella consapevolezza che «non siamo noi, propriamente, a motivare, ma la realtà con la sua attrattiva. Noi educhiamo veramente quando favoriamo questo rapporto: indichiamo qualcosa che merita di essere incontrato e aiutiamo chi riesce ad imparare a camminare per poterne fare autonomamente esperienza, mettendo in gioco la sua energia conoscitiva, desiderativa e volitiva[9]».

In questo senso la motivazione, intesa come movimento e azione del soggetto, è favorita da un clima educativo che manifestando comprensione ed interesse per gli allievi, e incoraggiando il loro lavoro, tuttavia, non manca di correggere con autorevolezza le condotte inadeguate […] indica il cammino da compiere e lascia agli allievi sufficiente libertà di agire e sperimentare, cercando di evitare che si ingeneri la paura dell’errore»[10].

Degni di scoprire il mondo

«Mi sono sentito, all’improvviso, un bisogno di impossibile» recita la frase guida di questo anno scolastico 2023/2024. Il suo autore, Albert Camus, ne “Il primo uomo” parla di scuola, anzi, di una classe, quella del signor Bernard:

«Col signor Bernard le lezioni erano sempre interessanti, per la semplice ragione che lui amava appassionatamente il proprio mestiere. (…) Il metodo del signor Bernard, che consisteva nel non concedere nulla in fatto di disciplina ma di rendere vivo e divertente l’insegnamento, trionfava anche sulle mosche. (…) La scuola non offriva soltanto un’evasione dalla famiglia. Almeno nella classe del signor Bernard, appagava una sete ancor più essenziale per il ragazzo che per l’adulto, la sete della scoperta. Certo, anche nelle altre classi si insegnavano molte cose, ma un po’ come si ingozzano le oche. Si presentava il cibo preconfezionato e si invitavano i ragazzi a inghiottirlo. Nella sua classe, per la prima volta in vita loro, sentivano invece di esistere e di essere oggetto della più alta considerazione: li si giudicava degni di scoprire il mondo»


[1] Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF), Scuola secondaria di II Grado W. Shakespeare, p.31

[2]G. Benvenuto “Mettere i voti a scuola”; Introduzione alla docimologia, Carrocci editore, Roma 2021, pag. 31

[3] Ibid, p. 17.

[4] PTOF, p.31

[5] PTOF, p.31

[6] PTOF, Allegato C. Regolamento attività di recupero

[7] Ibid

[8] M Tempesta, “Motivare alla conoscenza”, Scholé, Brescia 2018, p.9.

[9] Ibid, p.114.

[10] Ibid. p.116.

News

Verbessere dein Deutsch!

Verbessere dein Deutsch!

― 26 Marzo 2024

Liceo Shakespeare – Corso di tedesco nell’area della personalizzazione per la classe prima

Leggi tutto
Una pizzata sui banchi per la reunion dei maturati 2023

Una pizzata sui banchi per la reunion dei maturati 2023

― 23 Marzo 2024

Liceo Shakespeare – Gli ex studenti si ritrovano in classe per una pizzata insieme

Leggi tutto
Giornate FAI di primavera

Giornate FAI di primavera

― 18 Marzo 2024

Liceo Shakespeare – I nostri studenti apprendisti Ciceroni all’abbazia dei SS. Pietro e Paolo ad Abbadia Cerreto

Leggi tutto